Murmur Mori

“CRUS OCELLE MEUM VELLE (2024)

Una canzone d’amore del secolo XI proveniente dal Nord Italia

Una melodia ed un testo profano di 1000 anni fa, racchiusi in un unico manoscritto del Nord Italia composto tra Lodi e Novara. La notazione musicale sopra il testo medio-latino del manoscritto Vat.Lat.3251 è semidiastematica ed è indicata l’altezza della nota Fa.

Questa è la prima registrazione completa mai registrata di questo brano.

Sotto le verdi fronde che filtrano la luce del sole mattutino, o forse tra le mura di un freddo e tranquillo scriptorium dell’XI secolo, una mano anonima scrisse il carmen amatorium “Crus ocelle meum velle”, una lirica amorosa quasi ermetica nel suo linguaggio ricco in allusioni ed esoterismo: un dolce susseguirsi di immagini malinconiche e meravigliose che sbocciano gravide nella loro innocente disperazione, chi ascolta i versi è invitato ad amare prima di perdere la fioritura della giovinezza e marcire, e la fede tradita è paragonata ad una quercia brutalmente tagliata che, anche se ripiantato, non genererà più nuove foglie.

Murmur Mori © 2024

O ADMIRABILE VENERIS IDOLUM (2024)

Una carmina dell’XI secolo proveniente dal Nord Italia. 

Il testo di questo canto dell’XI secolo, di probabile origine veronese, è indirizzato ad un giovane, che sta per intraprendere un viaggio e traverserà il fiume Adige. Il poeta gli indirizza parole d’amore, si rattrista della sua lontanza ed invoca divinità pagane quali Nettuno, Teti, Cloto e Lachesi perché possano proteggerlo sulla via. La melodia proviene dal cod. 318 dell’Abbazia di Montecassino, il quale contiene anche la più antica raffigurazione conosciuta ad oggi della Mano Guidoniana.

Murmur Mori © 2024

“Canzoneta, va!” (NovAntiqua 2023)

“Canzoneta, va!”, poesia e Musica tra Francia e Italia nei secoli XII e XIII. Amor cortese e cavalleria nelle liriche degli antichi trovatori. I provenzali Raimbaut De Vaquerais, Aimeric de Peguilhan, Guillelma de Rosers, Giraut de Borneill sono alcuni tra i tanti che introdussero la poesia cortese in lingua provenzale nelle corti italiane, influenzando trovatori, giullari e poeti italiani come Sordel, Lanfranc Cigala, Gherardo Patecchio e altri autori, anche anonimi, che cominciarono a usare i propri volgari italiani ispirandosi non solo al provenzale ma alla chanson de geste della Francia settentrionale. Le loro opere finalmente risuonano grazie alla ricerca e alla performance dell’ensemble MURMUR MORI.

Murmur Mori © NovAntiqua – 2023

Dançando la fressca Rosa (Edizioni Stramonium 2022)

I Memoriali Bolognesi furono scritti da notai e contengono ballate e rime che rappresentano tra le più antiche testimonianze di poesia in volgare, come quelle contenute nel manoscritto Vaticano Latino 3793. La maggior parte di queste poesie furono scritte per essere cantate e suonate ed infatti, anche se sono arrivate a noi senza notazione musicale nei manoscritti, hanno spesso indicazioni testuali che attestano la loro forma musicale. Abbiamo musicato queste liriche utilizzando riproduzioni di strumenti medievali, fondendo l’eredità della musica popolare italiana assieme alle fonti manoscritte della musica secolare del Medioevo, per riscoprirne il suono e la musicalità ed evitare che rimangano confinate in studi letterari. La musica qui presentata si concentra sulla poesia giullaresca dei secoli XIII e XIV e sulla forma musicale della ballata. Canzoni d’amore, di satira e per danzare. Il libretto di 16 pagine contiene un’introduzione del prof. Tito Saffioti.

Murmur Mori © Edizioni Stramonium – 2022

Concerto a Montorfano (Edizioni Stramonium 2021)

Un viaggio musicale che porta alla scoperta della prima poesia vernacolare italiana, attingendo a fonti manoscritte medievali e ai modi musicali popolari dal XII secolo ai giorni nostri, l’ensemble Murmur Mori ha messo in musica questi testi per ricostruire l’atmosfera sonora e divulgare la storia delle prime poetesse, poetesse e giullari che popolavano le piazze e le corti d’Italia. I versi della Scuola Siciliana, della Scuola Toscana, rivivono della loro musicalità, assieme ad altre tracce rinvenute in registri notarili e libri antichi. Un disco dal vivo registrato all’interno della chiesa medievale di San Giovanni in Montorfano.

Murmur Mori © Edizioni Stramonium – 2021

Aiuta De’, vera lus et Garçat” – Rex Glorioso – (Edizioni Stramonium 2022)

L’Alba era un genere poetico molto diffuso nei secoli XII e XIII, nel quale due amanti, dopo una notte d’amore, si struggono per l’arrivo dell’alba, momento in cui devono separarsi in fretta se non vogliono essere scoperti dal “gilos”, il di lei marito. Bisogna ricordare che in passato i matrimoni non avvenivano per amore e, secondo le leggi dell’Amor Cortese, era normale che una donna avesse un solo amante, scelto per vero e sincero amore, oltre al marito. Spesso in questi componimenti i versi erano cantati da una quarta figura, chiamata “sentinella”. Essa poteva essere maschio o femmina ed aveva il compito di sorvegliare i due amanti e destarli lestamente in caso di problemi o al sorgere del Sole. L’Alba più celebre a noi giunta completa di musica è quella di Giraut de Borneill, trovatore nato in Aquitania e chiamato dai suoi contemporanei “maestro dei trovatori”. I confini geografici nel XII e XIII secolo erano molto diversi da oggi e dalla Provenza questo motivo musicale e poetico di successo giunse anche nel nord Italia. “Aiuta De’” è la traduzione del testo occitano “Rei glorios” di Giraut in un volgare piemontese, scritta nel XIII secolo, prima del 1240, e conservata nel manoscritto E 15 sup. della Biblioteca Ambrosiana di Milano. Databile intorno al 1240, questo documento è una testimonianza del fatto che questo brano era ben conosciuto nel nord Italia. La versione di Murmur Mori unisce il testo italiano alla versione con musica di Giraut de Borneill contenuta nel ms. Français 22543 della Biblioteca nazionale di Francia. Nel testo italiano purtroppo l’ultima strofa risulta illeggibile, l’ensemble ha voluto colmare questa lacuna con il canto di un uccelletto mattutino.

 Murmur Mori © Edizioni Stramonium – 2022

 

 

 

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